Avventuroso, sognatore, curioso: Marco Allegri di Non Solo Turisti

White Sand Dune in Mui Ne

Articolo scritto da Silvia Richichi

Marco Allegri, fondatore di nonsoloturisti.it e thinkingnomads.com è un viaggiatore appassionato che qualche anno fa ha intrapreso un’avventura di un anno in giro per il mondo, visitando moltissimi paesi e venendo in contatto con diverse tradizioni e culture.

Marco, che è sempre pronto a partire per un nuovo viaggio, racconta ad HostelBookers le avventure che lo hanno maggiormente segnato, le passioni che coltiva oltre al viaggio e tanto altro ancora…

Qualche anno fa sei partito per un’avventura intorno al mondo. Quali sono stati il paese, la cultura e le usanze che più ti hanno colpito e perché?

Marco Allegri: Sicuramente l’India perché sa sorprenderti e stupirti ogni giorno e sopratutto perché le sue regioni e città sono molto diverse le une dalle altre, non solo per quanto riguarda la lingua ma anche per le usanze e la cultura.

Sono rimasto molto affascinato dall’eleganza e compostezza delle donne che lavorano nei campi perché nonostante facciano un lavoro manuale indossano il sari, come se fossero per strada o stessero per andare a fare la spesa.

Ripensando oggi al tuo percorso di viaggiatore, c’è qualcosa che cambieresti o che faresti in modo diverso?

M: Forse farei un viaggio ‘Round the World’ con meno tappe aeree.

Come ti prepari quando stai per intraprendere un viaggio e soprattutto, che tipo di viaggio preferisci e che tipo di viaggiatore sei?

M: Prediligo viaggi lunghi, non in termini di distanza ma di tempo: fermarsi per diversi giorni in un luogo ti permette di capirne i ritmi e le usanze. Ci si sente meno turisti e più ‘locali’.

Sono un viaggiatore indipendente in tutti i sensi, prima della partenza decido a grandi linee i luoghi che voglio visitare, prenoto la prima notte (o anche la seconda, dipende dalla circostanze) in hotel e preparo il necessario da portare in viaggio come per esempio macchina fotografica e guida, che non mancano mai.

Una volta arrivato sul posto, decido di volta in volta cosa è meglio fare e vedere, in base anche alle circostanze locali, meteo, eventi, etc.

Se dovessi descriverti utilizzando tre aggettivi, quali sceglieresti?

M: Avventuroso, sognatore, curioso…

Ripensando a tutti i viaggi che hai fatto, quale esperienza pensi ti abbia portato ad una maggiore crescita personale e perché?

M: Il viaggio che ho fatto in Nepal. Per 20 giorni mi sono trovato a vivere con gli abitanti di paesini collocati a 4.000 m di altezza, privi di elettricità e, di conseguenza, anche di mezzi di comunicazione.

Marco Allegri in Nepal

Un’esperienza del genere riporta ad una vita semplice, caratterizzata da ritmi lenti. Ripensando a quei momenti mi rendo conto di quante cose superflue ci attorniano nella vita occidentale.

Nel tuo profilo su Non Solo Turisti affermi che consideri l’Italia “il paese più bello al mondo”, cosa secondo te lo rende tale e cosa servirebbe per valorizzarlo ancora di più?

M: In Italia si può trovare di tutto: montagne, mare, colline, boschi. Inoltre la cucina è variegata, così come il clima. L’unico problema sono i mezzi di trasporto che sono ancora poco affidabili e non molto comodi.

Il viaggio è chiaramente una tua passione molto grande. Quali altre passioni coltivi oltre a questa?

M: Sono appassionato di sport in generale, specialmente sci, trekking, climbing e mountain bike. Ascolto inoltre molta musica, non commerciale, prevalentemente indie..

Parlando di Thinking Nomads e Non Solo Turisti, cosa ha spinto ad iniziare questi progetti e cosa speri per il loro futuro?

Marco Allegri in BoliviaM: Questi progetti sono iniziati dal desiderio di raccontare di viaggi indipendenti in giro per il mondo.

Al giorno d’oggi molte persone continuano a  considerare il viaggio ‘fai da te’ e per un lungo periodo di tempo come una cosa scomoda e rischiosa.

Niente di più sbagliato, come si può leggere in molti dei post che pubblichiamo.

Progetti? Molti: creare un magazine di viaggio, per esempio, è sempre stata una mia ambizione…

Come mai la scelta di avere un blog in lingua inglese?

M: Il blog in lingua inglese è nato prima di quello in italiano. Per molti anni ho vissuto in Ighilterra e di conseguenza vedevo l’inglese come la lingua principale per poter raccontare i nostri viaggi al mondo…

C’è un racconto di viaggio che hai scritto o una fotografia che hai scattato a cui sei particolarmente affezionato?

M: L’articolo relativo a come fare un giro del mondo con un biglietto ‘Round the world’ perché fa capire come tutti possono fare un viaggio di questo genere senza dover spendere una fortuna.

Quali blogger di viaggio stimi?

M: Diversi, soprattutto stranieri. Mi piace Wild Junket perché oltre ad essere una ‘ragazza alla mano’, ha viaggiato in lungo e largo, facendone una professione.

Considerando i tuoi primi viaggi e quelli che hai fatto di recente e considerando il sempre più ampio uso di Internet, Social Media, Apps di viaggio etc., pensi che il tuo modo di viaggiare sia in qualche modo cambiato rispetto agli anni passati?

Marco Allegri in PerùM: Un po’ si.

Con l’utilizzo di smartphone e tablet tutto è più a portata di mano.

Si hanno informazioni sempre aggiornate, soprattutto quando si viaggia in paesi sviluppati.

Qual è il prossimo viaggio che hai in progetto di fare?

Namibia in Africa.

Hai qualcosa da aggiungere…

Una citazione di Sant’Agostino che mi piace molto: “Il Mondo è come un libro e chi non viaggia legge solo la prima pagina

Photo Credits: Marco Allegri

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