Bucarest: cosa fare e cosa vedere

Bucarest

Calea Victori è una delle vie di passaggio più grandi di Bucarest. È difficile immaginarsi come era molti molti anni fa, quando fu costruita per celebrare la vittoria sull’Impero Ottomano: una strada composta solo di assi di legno e non asfaltata. Prima degli Ottomani c’erano gli Asburgo e prima ancora i Romani, che conquistarono gli antichi Daci con il loro oro e le loro pietre preziose. Questa è d’altra parte la ragione per cui la Romania è l’unico paese dell’Est con ad avere una lingua appartenente al ceppo romanzo, direttamente legato al latino. I romeni hanno mantenuto un’identità, una religione ed una lingua proprio nonostante i secoli di battaglie con le potenze limitrofe.

Ora, dopo anni dietro la Cortina di Ferro, la Romania si sta facendo strada in Europa, sebbene molti in politica non le prestino molta fiducia da quando è avvenuta la caduta di Ceausescu nel 1989. Volete esplorare Bucarest? Niente di più semplice: la città è veramente a portata di mano e di tasche. Per dormire consultate l’elenco delle proprietà di HostelBookers, mentre per il volo le numerose rotte di compagnie low-cost come la Rynair.

Architettura, parchi e musei

Architettura Bucarest

Se scorgete delle somigliate tra l’architettura di Bucarest e quella francese verrete perdonati. La città merita il soprannome che le è stato dato di “Piccola Parigi dell’Est”. In fondo a Bucarest c’è anche piazza Charles De Gaulle ed un Arco di Trionfo. Bucarest ha avuto la sua età dell’oro all’inizio del XX secolo, e gli edifici di quell’epoca tendono ad imitare quelli delle altre capitali europee. C’è il grande Palazzo Cretulescu o qualche esempio di architettura Art Nouveau. Per contrasto, l’austero Palazzo della Stampa, costruito negli anni ’50, è in pieno stile stalinista.

Bucarest è piena di parchi, giardini e laghi navigabili che la rendono splendida da girare, anche se in inverno è un po’ difficile a causa del manto di neve che la ricopre. Per avere un’istantanea della vita nella Romania rurale del passato, andate al Village Museum (in Herăstrău Park), un pionieristico museo etnografico costruito nel 1936. Le case originali arrivarono da tutto il paese, per ricostruire e mostrare uno stile di vita che in effetti è ancora oggi possibile ritrovare in molte parti della Romania.

Cibo e bevande

Mangiare e bere a Bucarest

Com’è Bucarest oggi? In centro i caffè sono pieni di giovani che bevono caffè forte e squadrano il mondo dall’arcata dorata e dai soffiti di vetro, come nel Pasajul Macca-Vilacrosse. Famiglie e giovani coppie affollano Carù cu Bere (Strada Stravopoleos 5), un pub-ristorante molto popolare dove producono birra artigianale secondo una ricetta del 1879. La facciata ha una splendida decorazione in ferro battuto, mentre l’interno è pieno di pannelli in legno scuro e finestre in vetro soffiato. Il cibo romeno è legato alla cultura del luogo ed è generalmente molto saporito. Qualche esempio? Cavoli stufati con polenta e crema, goulasch con carne e cipolle, patate, formaggi e frittate.

Le Chiese di Bucarest

Chiese di Bucarest

Al di là della strada Stravropoleos sorge la chiesa Stavropoleos, dove preti in abiti neri e suore con cappelli piatti passeggiano nel cortile del XVIII secolo con le sue modeste cupole. Unica vestigia di un significativo convento del passato, la chiesa è famosa per la sua musica bizantina e la sua biblioteca. Faceva parte del complesso anche una locanda, che aiutava ad incrementare gli introiti del convento. All’interno i fedeli si fermano, si inginocchiano, si prostrano sul tappeto davanti all’iconostasi, cantano armonie tra le ricche decorazioni dorate in stile bizantino. La religione ortodossa è parte importante della cultura romena, che in questo si è differenziata dall’Occidente cattolico sin dal I secolo. Nel giorno di Holeva, il giorno dei Morti, una grande torta aspetta i devoti lungo il corridoio al termine della messa. È un segno che a Bucarest le antiche tradizioni sono ancora molto sentite anche nella durante la normale vita quotidiana.

Grazie a Natasha von Geldern di Wandering Kiwi per il suo contributo sul nostro blog!

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